Dialoghi culturali dell’avanguardia romena con le avanguardie europee. Proiezioni artistiche nel secondo Novecenti.
Bilancio centanario a cura di Emilia David, Cristina Gogâță, Edoardo Giorgi n n C’è un movimento internazionale delle pubblicazioni d’avanguardia che crea, al di là dei confini degli stati, un’atmosfera di emulazione e di stimolo reciproco, di scambio di idee e di ispirazioni, che porterà alla fine alla scoperta dello stile tanto ricercato dell’epoca e dell’intero pianeta, affermava Ion Vinea, uno dei pilastri dell’avanguardia romena, nel 1924. Il convegno internazionale svoltosi all’Università di Pisa dal 4 al 6 aprile 2024 è nato con l’intento di celebrare il centenario della fondazione ufficiale del movimento d’avanguardia a Bucarest e si estende fino a includere le molteplici prosecuzioni del surrealismo emerse in letteratura e nelle arti, insieme alle voci di scrittori che hanno segnato la cultura romena dal secondo dopoguerra a oggi (Gellu Naum, il Gruppo onirico, la Generazione ’80, Simona Popescu).
I saggi raccolti nel volume restituiscono il profilo multiforme dell’avanguardia storica romena, fenomeno che si è espresso su due piani distinti ma complementari: come parte integrante della modernità artistica europea del Novecento e come esperienza incarnata dai suoi protagonisti di primo piano – Tristan Tzara, Marcel Janco, Constantin Brâncuși (in veste di precursore), Victor Brauner, Max Hermann Maxy, Benjamin Fondane e Ghérasim Luca. Accanto all’ampiezza dell’arco temporale, il volume propone una pluralità di sguardi: l’approccio multifocale intreccia strumenti critici provenienti dalla letteratura e dalle arti, dalla storia delle idee, dall’estetica e dalla filosofia, delineando un panorama ricco e stratificato.

